Suolo, campagna e città: la normativa su agricoltura rigenerativa e rigenerazione urbana
La prima legge europea sul suolo è in vigore, mentre in Italia la rigenerazione urbana cerca ancora una cornice nazionale. Cosa cambia per aziende agricole, Comuni e imprese.
Agricoltura rigenerativa e rigenerazione urbana condividono la stessa risorsa di partenza: il suolo. Per anni la sua tutela è stata affidata a norme settoriali e a iniziative volontarie. Tra il 2025 e il 2026 il quadro è cambiato su due fronti: a Bruxelles con la prima direttiva europea sul suolo, a Roma con una serie di proposte di legge sul consumo di suolo e sulla rigenerazione delle città.
La Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo
Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 26 novembre 2025, la direttiva chiude un iter durato oltre due anni e fissa un obiettivo di lungo periodo: suoli sani in tutta l'Unione entro il 2050. Gli Stati membri dovranno monitorare e valutare la salute dei suoli su tutto il territorio usando descrittori comuni (fisici, chimici e biologici) e una metodologia condivisa per i punti di campionamento, così da ottenere dati confrontabili tra Paesi.
Un punto chiave per il mondo agricolo: la direttiva non impone nuovi obblighi diretti a proprietari e gestori dei terreni. Gli Stati sono tenuti a definire pratiche di gestione sostenibile e a sostenere chi le adotta, raccordandosi con gli strumenti già esistenti della PAC, in particolare gli eco-schemi e il carbon farming. È qui che l'agricoltura rigenerativa trova il suo spazio: minima lavorazione, copertura permanente del suolo e rotazioni colturali sono esattamente le pratiche che il monitoraggio europeo andrà a misurare.
Rigenerazione urbana: l'Italia cerca una legge quadro
Sul fronte urbano l'ordinamento italiano non ha ancora una disciplina organica. Il dossier del Servizio Studi della Camera aggiornato al 1° febbraio 2026 ricostruisce le proposte in discussione: l'A.C. 1179, presentato nell'ottobre 2023, che punta a ridurre progressivamente il consumo di suolo e ad aumentare il contributo di costruzione per chi ne consuma di nuovo; e il disegno di legge S.29/2025, che introduce una cornice nazionale fondata su programmazione territoriale, incentivi urbanistici e governance multilivello.
Il 23 luglio 2026 il CNEL ha approvato un proprio disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana e territoriale, la tutela del suolo agricolo e delle aree interne, riportando il tema al centro del dibattito. Sul piano finanziario la Legge di bilancio ha stanziato risorse dedicate alla rigenerazione urbana (50 milioni per il 2025 e 30 per il 2026) e la riforma in discussione prevede un fondo nazionale da 3,4 miliardi per il periodo 2026-2037, con l'obiettivo europeo del consumo di suolo netto pari a zero entro il 2050.
Cosa aspettarsi
Recepimento della direttiva suolo: ogni Stato dovrà istituire la rete di monitoraggio e definire le pratiche di gestione sostenibile.
Possibile convergenza tra eco-schemi PAC, crediti di carbonio agricoli e descrittori europei di salute del suolo.
Una legge quadro italiana sulla rigenerazione urbana con fondo pluriennale, premialità per chi recupera invece di costruire su suolo libero e regole uniformi per i Comuni.
Nuove opportunità per imprese e startup che offrono monitoraggio, infrastrutture verdi e blu e servizi per la transizione agroecologica.
Med Green segue questi dossier con le startup del proprio ecosistema e con Fonmed: il convegno "Coltivare il futuro" del 30 ottobre 2026 a Salerno sarà l'occasione per discuterne con istituzioni regionali, ricercatori e professionisti.
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