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Finanza · · 6 min di lettura

Credito d'imposta agricoltura 2026: le misure per chi investe in innovazione e sostenibilità

Dal nuovo credito Agricoltura 4.0 al 40% alla ZES Mezzogiorno fino all'80%, passando per i bandi PNRR: una guida pratica agli incentivi fiscali e ai contributi del 2026 per le imprese agricole.

Il 2026 si è aperto con un quadro di incentivi in trasformazione per le imprese agricole. Il credito Transizione 5.0 non è stato rinnovato e la Legge di bilancio 2026 ha introdotto strumenti nuovi, mentre il PNRR ha aperto le sue ultime finestre. Ecco cosa c'è sul tavolo e come orientarsi.

Il nuovo credito d'imposta Agricoltura 4.0 (40%)

La Legge di bilancio 2026 ha previsto per le imprese agricole un credito d'imposta dedicato agli investimenti 4.0: la misura è pari al 40% del costo di acquisizione dei beni ammissibili (macchine, attrezzature e tecnologie connesse e interconnesse). La dotazione è però limitata, 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, quindi conta la rapidità nella presentazione della domanda e la completezza della documentazione tecnica.

ZES unica Mezzogiorno: dal 65% all'80%

Per le imprese agricole che investono nelle regioni del Mezzogiorno il credito d'imposta ZES è determinato nella misura del 65% dei costi ammissibili, elevabile all'80% per gli investimenti realizzati da giovani agricoltori oppure legati a obiettivi ambientali e climatici. È la misura più generosa oggi disponibile e si sposa bene con progetti di agricoltura rigenerativa, efficienza idrica ed energia rinnovabile in azienda.

I bandi PNRR per l'agricoltura sostenibile

  • Parco Agrisolare: oltre 2,35 miliardi di euro per impianti fotovoltaici e tecnologie rinnovabili su edifici rurali e produttivi; l'ultima finestra si è aperta il 10 marzo e chiusa il 9 aprile 2026.
  • Pratiche ecologiche: 193 milioni di euro (40% riservato al Sud) con contributi fino al 65% per investimenti in agricoltura a basso impatto; sportello chiuso il 26 settembre 2026, in attesa di eventuali riaperture.
  • Misure ISMEA e regionali per giovani e startup agricole (Generazione Terra, Più Impresa, contratti di filiera) che si possono combinare con i crediti d'imposta nei limiti del cumulo.

Crediti di carbonio: la leva in più

Accanto agli incentivi pubblici cresce il mercato dei crediti di carbonio agricoli: nel 2025 numerose filiere agroalimentari hanno investito in progetti di riduzione dell'impatto e il comparto è stimato in forte crescita verso il 2030. Per un'azienda rigenerativa significa poter monetizzare il carbonio stoccato nel suolo, a patto di misurarlo con standard riconosciuti.

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Fonti e approfondimenti

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